Un fine estate di ribaltamenti per Fagioli: dalla permanenza a sorpresa al ritorno del suo mentore. E ora la centralità azzurra

L'aspettava da due anni quasi la chiamata in azzurro Nicolò Fagioli, rientrato a sorpresa tra i convocati di Euro 2024, a squalifica appena scontata, e poi confermato fino alla sessione di Nations League di ottobre. Di fatto la Nazionale l'aveva persa dal momento dell'addio alla Juve e dell'arrivo a Firenze, un paio di mesi dopo. C'è da dire che in maglia viola, Fagioli ha pescato l'anno e mezzo più disgraziato degli ultimi 20-30, tra il calo della Fiorentina di Palladino e la ridicola scorsa stagione.
Un fine estate di stravolgimenti
E dire che il suo destino estivo sembrava segnato, perché il club viola da qualcuno doveva monetizzare e il nome buono sembrava poter essere il suo. Con Grosso il feeling non è mai scattato e il suo rendimento nelle prime tre è andato di pari passo con quello della squadra. Lo scossone dato dal Vanoli bis l'ha ravvivato decisamente, riproponendolo in versione deluxe a Venezia e pronto a riprendersi il centrocampo viola. Ma anche quello azzurro, perché un altro bis, quello di Mancini, l'ha riportato in Nazionale. Un destino stravolto in un paio di settimane: da quasi esubero in viola a centrale con entrambe le maglie.



