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Ndour Fiorentina

C'è un giocatore della Fiorentina che mi mette in imbarazzo: Cher Ndour. A me – e devo dire anche a parecchi tifosi viola con cui mi sono confrontato – proprio non entusiasma. Mi pare troppo lento, poco incline al recupero palloni, svagato in marcatura, privo di cambio di passo e allergico al furore agonistico.

Qualcuno avanza l'ipotesi che metta in panchina Oulai per via della prestanza fisica e dell'altezza. Ma io non ricordo accesi corpo a corpo, né colpi di testa memorabili. Non è nemmeno uno che abbia il gol facile. Sì, è vero: con la maglia azzurra ne ha segnato uno incredibile da oltre settanta metri, un capolavoro di balistica che ha lasciato di stucco il portiere polacco; ma anche Bressan incantò con quella stupenda rovesciata contro il Barcellona...

Che curriculum! 

Eppure Ndour ha un curriculum a quattro stelle: settore giovanile dell'Atalanta (il top di gamma), partite da “grande” con il Benfica prima e il Paris Saint-Germain poi, infine l'esperienza con il Beşiktaş. Tutte società di alto livello che hanno puntato su di lui. Infine l'arrivo alla Fiorentina nel febbraio dello scorso anno. In maglia viola ha collezionato 51 presenze, impiegato con continuità da Palladino, Pioli, Grosso, Vanoli prima e seconda versione. Insomma: il suo gioco piace a tutti gli allenatori.

Lo confermano le sue tappe nelle nazionali giovanili azzurre dall'Under 15 in su, fino ad arrivare alle due presenze nella Nazionale maggiore. Quindi anche Bollini prima, Nunziata poi e infine Silvio Baldini, che gli ha persino consegnato la fascia di capitano dell'Under, stravedono per lui.

Eppure, nonostante tutto…

Nonostante mi sforzi di capire, a me pare un punto di debolezza, non di forza della Fiorentina. Sia chiaro: sotto il profilo professionale, in campo e fuori, il ragazzo ha un comportamento ineccepibile. Però mi sembra un po'... moscio. Ecco, l'ho detto.

L'autodefinizione

Pensare che lui, invece, si vede con occhi molto diversi. Sul suo sito personale si autodefinisce “centrocampista e guerriero” e precisa: "Dove il centrocampo è battaglia io sono pronto a combattere”. Spero vivamente di sbagliarmi e che Ndour dimostri, senza ombra di dubbio, di non essere soltanto un “guerriero di carta igienica”, come canterebbe Umberto Tozzi.


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