Proc. Rugani a FN: “Paratici valore aggiunto, ma la Fiorentina dovrà esser brava a riguadagnarsi certe posizioni”

Sono giorni caldi per la Fiorentina, coi tifosi viola che sono in attesa di capire quali saranno le prossime mosse del DS Fabio Paratici in ambito societario ed in fase di calciomercato. Per capirne di più, Fiorentinanews.com ha contattato in esclusiva Davide Torchia, agente di Daniele Rugani, che conosce da anni il direttore sportivo viola e con cui ha uno stretto rapporto professionale. Desideriamo ringraziare Torchia per la disponibilità mostrata nel concederci questa intervista.
Avendoci già lavorato in passato, ci può descrivere che tipo di direttore sportivo è Fabio Paratici? A Firenze il suo arrivo è stato da molti percepito come l'avvento di una sorta di Messia...
(Ride, ndr) È vero, in questo momento lui incarna un pochettino questo nella fantasia popolare. È molto bravo nel suo lavoro e lo sappiamo tutti, ha avuto dei risultati molto importanti, ed avere una persona del genere, ancora giovane e nell'apice della carriera, è senza dubbio un valore aggiunto. Quando è arrivato, la Fiorentina aveva sei punti ed era in una situazione disperata: avesse aspettato qualche mese, uno come lui avrebbe avuto tutte le occasioni che voleva in club blasonati in Inghilterra ed Italia. Se Paratici fa una cosa del genere e firma un contratto lungo, quindi, è perché vuole raggiungere dei risultati e far qualcosa di importante.
Il lavoro che lo aspetta non sarà dei più semplici...
Quando si entra in una situazione di crisi, come la Fiorentina quest’anno, non ci si entra in un giorno, poiché essa è figlia di determinate cose che vanno indietro di mesi e anche di anni certe volte. Non credo, sinceramente, che Fabio in un mercato stravolgerà completamente tutto e che una squadra che ha fatto 42 punti ne farà 72: personalmente glielo auguro, però dobbiamo essere realisti e stare coi piedi per terra. Verranno fatti degli investimenti, più o meno economici, qualcuno andrà bene e qualcuno andrà male, e piano piano ci si aggiusterà per arrivare più in alto possibile. Indubbiamente ci saranno alcune difficoltà nell’inserimento dell’allenatore, dei giocatori nuovi e nella gestione delle partenze e degli esuberi. Però Paratici rappresenta una garanzia sotto questo punto di vista: da una parte la Fiorentina ha un appeal, dall’altra c’è un direttore sportivo conosciuto in tutta Europa, la cui presenza è indubbiamente un vantaggio.
A proposito di appeal, la questione è stata toccata anche nella conferenza stampa di fine stagione: per un agente ed un giocatore, la Fiorentina, venendo da qualche annata non troppo positiva, ha ancora appeal?
Non vorrei essere caustico, però in questo caso bisogna guardare bene gli obiettivi. Negli ultimi anni la Fiorentina non ha abitato nei primi 4- 5 - 6 posti, è un dato di fatto: se l'obiettivo è quello andare a prendere quelle posizioni, lo sforzo da fare sarà molto grande e ci vorrà del tempo. Non sarà facilissimo, ma la Fiorentina, con le tante squadre che hanno dei problemi in questo momento, si può infilare. In questo momento è logico che, se un giocatore ha richieste dall'Inter e dal Milan, guardi prima a loro che alla Fiorentina: dovrà essere brava la società a riguadagnarsi determinate posizioni.
Lunga è la strada per la vetta...
Fermo restando che Inter, Milan e Juventus rimarranno sempre queste tre, c’è poi il Napoli, inseritosi ormai stabilmente ai piani alti. Ci sarà da fare i conti anche con l’Atalanta, che lavora benissimo e che ha anche grosse possibilità economiche, senza dimenticare le due romane. Poi ci sono Bologna e Fiorentina, e siamo arrivati già ad 8 -10 squadre. Non va nemmeno scordato il Como, la new entry, che vorrò vedere quest’anno: dato che ci sarà da realizzare una lista UEFA ci saranno determinati controlli, non potranno solamente spendere e dovranno essere bravi a bilanciare il tutto.
L’altra grande novità di questi giorni in casa Fiorentina è la parola scouting, finora un termine “sconosciuto"
Penso che Paratici vorrà allargare questa situazione e portare anche della gente di sua conoscenza e che stima per ampliare molto la fase scouting: per me è inscindibile dalla fase di mercato, è una fase di lavoro fondamentale per una società. Ci sono talmente tante situazioni in più adesso che il direttore sportivo, che una volta da solo faceva tutto, non ce la fa più a seguire tutto ed ha bisogno di collaboratori validi e di cui si fida. Attraverso lo scouting, puoi comprare a poco un giocatore che ad occhi esterni appare debole e magari dopo qualche mese ti accorgi di aver preso un giocatore forte: in questo Paratici è molto bravo, basta vedere chi ha preso nel passato, e perciò sicuramente qualche nome sconosciuto che all’inizio non scalderà secondo me ci sarà.



