Si può scegliere di fare i faciloni e dire che in fondo “al 90' la Fiorentina stava vincendo in casa dell'Inter” o si può andare più a fondo nell'analisi e considerare che tutto sommato, per ritrovarsi in quella situazione gli uomini di Vanoli avevano fatto poco, per usare un eufemismo. Stava per uscirne una sfangata storica, perfino con la compiacenza arbitrale sul primo rigore non fischiato a Thuram. Poi il Dio del calcio si è ricordato con chi aveva a che fare ed ha confezionato il finale classico, aiutato in gran parte però dalla stessa Fiorentina.

Con Pellegrino si gioca a muretto

Obietteranno i Pellegrin-iani che al ragazzo argentino “unn'arriva un cross bono” ma quando il dibattito si fossilizza troppo sui mancati rifornimenti, vuol dire che qualche problema c'è anche in ricezione: ieri la Fiorentina ha giocato a muretto con Pellegrino, che di palloni ne ha tenuti pochissimi e quei pochi con disarmante macchinosità. Diventa dura quando già sei inferiore e l'attaccante non ne tiene una lassù. Ancora peggio il drammatico Beto, tempi surreali per mettersi in moto, il pallone perso che ha avviato l'azione del pareggio, un peso offensivo inesistente e la somma dei due fa una sterilità tragica.

Ndour-Fagioli-Brescianini, che passione

Eh beh certo, Atta è infortunato e chissà quando tornerà. Eh certo, Oulai è acerbo, ha giocato il Mondiale la scorsa estate. E poi, "manca un Matic!". E al terzo mese di stagione la Fiorentina si ritrova con il fenomenale trio del quindicesimo posto: Ndour (sempre intoccabile, incedibile, insostituibile, sia chiaro), Fagioli e Brescianini. Chi per un motivo, chi per l'altro ma a quei ritmi è impensabile giocare un calcio propositivo. Fagioli è il più tecnico ma fin troppo moscio quando incrocia mediane così toste. 

Ma siccome non bastava il tiro al minuto che stava facendo l'Inter, in un forcing disperato che ha prodotto tante palle gol, troppe per non dover parlare di esito giusto, è arrivata anche la proverbiale Vanoli-move: dentro più difensori possibile per rintanarsi ancor più dentro l'area piccola. E incassare i due gol dell'Inter, era già successo diverse volte l'anno scorso. Poi sì, buon approccio, buono spirito di sacrificio ma se la strada giusta è fare un pochino meglio della dormita generale di Genova…


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