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Fabiano Parisi
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

La Fiorentina vince di misura l’andata degli ottavi di finale di Conference League, con un rigore trasformato allo scadere da Gudmundsson, ma lo fa in maniera meritata, giocando meglio dell’ultima scialba prestazione offerta in Campionato contro il Parma.

Bene i soliti Ranieri e Parisi, Ndour una conferma, Gudmundsson solo il rigore

Neanche a doverlo dire, in una gara complessivamente sufficiente della squadra nella sua globalità contro i polacchi del Rakow, i migliori si confermano Luca Ranieri e Fabiano Parisi. Il primo una roccia dietro, il secondo molto bene, soprattutto quando schierato da esterno alto. A proposito, siamo sicuri che la soluzione lui avanzato, con Gosens terzino, sia peggiore di quella che prevede Harrison in campo e Parisi “sacrificato” più indietro? Il calciatore inglese, a differenza di quello italiano, non riesce quasi mai a saltare l’uomo.

Oltre al gran gol, discreta prova anche di Ndour, che si conferma in crescita e destinato a contendere la titolarità a Brescianini in Serie A. Quest’ultimo, escluso dalla Conference League, era stato risparmiato per fare da colonna del centrocampo viola proprio in Campionato e ora si ritrova in difficoltà anche in questa competizione.

E poi Gudmundsson, di nuovo glaciale dal dischetto, dove è davvero un cecchino infallibile, ma che fino ad allora, da subentrato, aveva offerto un’altra prova che definire moscia è un eufemismo. Tutta colpa del ruolo? Non si sa, di certo si spera che il sorriso riconquistato dopo il rigore decisivo di ieri sera possa cambiare verso alla parte finale della sua stagione.

Braschi, una pagina di calcio sano e bello al cospetto di soldi ed aridità di questo mondo

In un calcio dove regnano gli interessi ed i quattrini, vedere esordire (a circa 10 minuti dal termine della gara), a 19 anni e mezzo, con la maglia della Fiorentina un giovane del vivaio, cresciuto nella Viola e tifosissimo della medesima squadra è molto bello. E bellissime sono invece le sue lacrime a fine partita, uno degli ultimi esempi di calcio sano e romantico, tanto da far passare in secondo piano addirittura l’intero match ed il suo esito finale. Il tutto proprio per la dolcezza dell’accaduto.

Lunedì sera la partita più importante

Un altro lunedì, l’ennesimo di questa parte di stagione offre un’altra occasione alla Fiorentina per allontanare gli spettri di una retrocessione da scongiurare. La squadra di Vanoli a Cremona non può fare calcoli e deve vincere, perché almeno sulla carta il calendario successivo della Cremonese appare più agevole di quello gigliato. Ma servirà una Fiorentina, come ha ricordato ieri sera Mandragora, davvero affamata.


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