Galloppa: "Ho visto proporre da Fabregas un concetto che avevo ideato con l'U17. Kouadio era dietro agli altri ma guardate com'è cresciuto"
Protagonista assoluto degli ultimi anni di Primavera viole e perfetto successore di Aquilani, Daniele Galloppa è diventato Campione d'Italia con la Fiorentina, subito prima di lasciare Firenze per tuffarsi nel calcio dei grandi. Al Corriere dello Sport il tecnico ha
La dedica? Non potrei non pensare a Joe Barone e Rocco Commisso, gli uomini che hanno creato questa meraviglia unica al mondo, che ne sono stati gli artefici. Poi la vita è talmente folle che ce li ha portati via. Ora proveremo a fare il primo saltino, abbiamo chiuso un ciclo.
Un bilancio sui sei anni di Fiorentina? Allenare i giovani è una grandissima scuola: ripassi le basi, lavori sui fondamentali dall'appoggio dei piedi a come ti smarchi. Mi sono arricchito, ho studiato, ho potuto farlo al massimo livello. Ho preso un po' da tutti: Capello e la gestione dei campioni, Spalletti e la proposta di calcio, la linea difensiva di Giampaolo, poi la proposta finale deve essere tua. Ho visto proporre da Fabregas una cosa che io avevo fatto tre anni fa con l'Under 17. Sono stato contento.
La breve gestione della prima squadra? Intanto è stato talmente rapido che non ho avuto il tempo di pensare ed è stato un bene. Ho capito che quando sali in prima squadra il campo rischia di diventare l'ultima cosa e questo da appassionato del mio lavoro, un po' mi rattrista. Ma hai sotto un'azienda, è così. Stima dei grandi? Dopo Mainz certi messaggi li ho conservati con grande piacere. Di certo non volevo apparire l'allenatore giovane e intimorito e sono andato con la faccia un po' tosta. E loro mi hanno apprezzato.
Un nome su tutti? Eddy Kouadio, che ha segnato nella partita Scudetto, appena arrivato aveva una grandissima fisicità ma era tanto dietro agli altri per aspetti tecnici e tattici. Il suo è il risultato di impegno e dedizione sopra la norma".



