Pagotto: "La stagione della Fiorentina non è colpa dei giocatori ma di alcune scelte societarie. Martinelli merita spazio"
Presente anche lui come tanti altri ex calciatori ad un evento di beneficenza organizzato ad Agliana da Alberto Malusci, l’ex portiere di Perugia ed Arezzo Angelo Pagotto ha commentato ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno la situazione in casa Fiorentina, con particolare interesse, da ex portiere, per il pacchetto di estremi difensori viola:
“Quest'anno alla Fiorentina è andato tutto male, non solo De Gea. Sono convinto che il problema non sia stato determinato tanto dai giocatori, quanto da alcune scelte società e in particolare del direttore sportivo che ha operato in estate. Quando le cose vanno male, diventa difficile in settimana raddrizzare una barra che non riesce a rialzarsi. Però nell'ultimo periodo con l’arrivo del nuovo allenatore, si è ripresa. Sono molto contento di sto perche una società come la Fiorentina non si merita assolutamente di andare in Serie B”.
“De Gea-Martinelli sarebbe una coppia di portieri di tutti rispetto”
Ha poi detto la sua sul futuro della porta viola, se meglio confermare De Gea o dare tutto in mano a Martinelli: “Secondo me è una coppia De Gea-Martinelli sia un qualcosa di molto fattibile. Dipende dal fatto se De Gea avrà la voglia e la determinazione di capire che qualche partita dovrà giocarla il ragazzo, e che appunto lo spagnolo dovrà ricprire il ruolo di chioccia che a un ragazzo che secondo me è un ottimo portiere. Penso che l'anno prossimo verrà fatto così”.
“Un altro prestito potrebbe rappresentare un passo un dietro per la sua carriera”
Ha poi concluso sottolineando un aspetto sul futuro del giovane portiere viola: “Dipende dalle squadre che in caso lo vorrebbero. Se si presenta una squadra di Serie A senza grandi stress di classifica e che lo faccia giocare, allora forse un altro prestito sarebbe l'ideale. Per poi venire dopo due anni a giocarsi il posto a Firenze. Se invece deve tornare a fare la Serie B, a livello emotivo, caratteriale e di crescita sarebbe un passo indietro



