Pongracic, ora o mai più: la necessità di un leader per la retroguardia della Fiorentina da affiancare al giovane talento

L’arrivo di Viery, talentuoso centrale brasiliano, non è da considerarsi solo come un colpo di prospettiva: essendo il terzo centrale brasiliano più pagato della storia del paese, e avendo su di sé gli occhi di diverse big tra cui alcune italiane, è chiaro che l’idea di Paratici sia stata di dare alla retroguardia della Fiorentina una figura pronta a giocare da subito. Accanto a lui, però, si apre un tema.
La chioccia croata
Dato che Viery è mancino, si può presupporre un’alternanza con l’altro centrale mancino nella rosa della Fiorentina, vale a dire Ranieri: nel 4-3-3 di Grosso, quindi, il compagno di reparto di uno dei due sarà un centrale destrorso con ogni probabilità, con Pongracic che parte avanti nelle quotazioni rispetto a Comuzzo. Per il croato si instaura una nuova dinamica: ipotizzando sia lui a comporre la coppia di titolari con Viery, dovrà prendere saldamente le redini della difesa viola, una cosa che nella sua permanenza a Firenze non è mai riuscito a fare. Non a caso, i cartellini dei due difensori sono costati quasi la stessa cifra: sintomo che sul croato c’erano aspettative importanti e che, anche se arrivato in età più avanzata, ci si aspettava forse qualcosa di più. Insomma, all’età di 28 anni, l’ex Lecce deve finalmente dimostrare di poter essere protagonista al centro della retroguardia, indossando le vesti del compagno più esperto che sia il punto di riferimento del giovane brasiliano che si affaccia in un club europeo, il cui impatto non sarà certo da sottovalutare.
Scarpe troppo grandi da riempire?
Questo solleva più di qualche perplessità perché, appunto, Pongracic non ha mai fatto il protagonista su un palcoscenico così importante. Arrivato come post-Milenkovic, suo coetaneo, appare evidente come tra i due – in termini quantomeno di leadership – ci sia un divario importante da colmare al più presto. Se il centrale oggi in forze al Nottingham Forest è diventato un punto fermo della sua Nazionale, con la quale ha raccolto 72 presenze, e non ha affatto subito l’esordio in Premier diventandone invece uno dei migliori difensori nel suo primo anno inglese, Pongracic ha sempre dato l’idea di essere un giocatore mai sbocciato del tutto, che conta invece 21 gettoni con la sua Croazia, ma che sta lentamente costruendo la sua titolarità anche passando per questo Mondiale, dove si è guadagnato la fiducia del CT Dalic (ma solo alla seconda partita) e l’accesso ai sedicesimi. Tutti piccoli passi avanti, ma ora c’è da rimboccarsi le maniche: ben venga Viery e ben venga il futuro, ma ora tocca anche a Marin. Questa deve essere la stagione della sua consacrazione.



