Paolo Vanoli
Paolo Vanoli. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Dopo otto giornate di campionato la Fiorentina si trova nella stessa identica posizione, e probabilmente anche situazione mentale, nella cui stazionava la scorsa stagione: 4 miseri punti raccolti, e squadra in piena zona retrocessione. I quasi 160 milioni spesi la scorsa estate non solo non sono riusciti a migliorare le cose, anzi probabilmente, almeno finora, sono riuscite a peggiorarle.

Si stava meglio quando si stava peggio

Il primo fattore che sottolinea le criticità di questa stagione è che nonostante siano passati solo 4 mesi a Firenze si siano visti già due allenatori. Lo scorso anno nonostante le tante problematiche strutturali sorte già durante il ritiro estivo, al timone dei Viola era ancora ben saldo Stefano Pioli: il tecnico emiliano verrà infatti esonerato alla decima giornata. E già questo sottolinea come cambiare la guida tecnica non abbia portato finora i risultati sperati.  Il secondo fattore è invece tecnico, situazione che nessuno si sarebbe mai aspettato dopo l’arrivo di Fabio Paratici nel ruolo di direttore sportivo. Per qualità la squadra forse è migliore, ma è ormai sotto gli occhi di tutti quanto a questa squadra manchi esperienza e personalità. Quella dell’anno scorso aveva almeno un paio di giocatori che facevano la differenza nei momenti di difficolta. Uno su tutti  Robin Gosens, in un momento come questo la sua presenza nell gruppo manca come il pane. Ma anche lo stesso Mandragora che, piaccia o non piaccia, tra gol e giocate ha di fatto tenuto per molto tempo la squadra a galla.

Difesa colabrodo e mancanza di personalità: i due grandi problemi di questa squadra

Quest’anno cresce la preoccupazione perchè c’è un dato che preoccupa particolarmente: allo stesso punto della stagione i gol subiti erano 12, mentre quest’anno sono già 19. E la partita di San Siro peggiora ulteriormente le cose. E’ vero che il risultato finale può sembrare onesto e quasi positivo, perdere soltanto 2-1 contro l’Inter a San Siro per lo stato in cui è adesso la Fiorentina poteva dare segnali confortanti, il grandissimo problema sorge però quando si realizza che al novantesimo eravamo sul risultato di 0-1 a nostro favore. Una squadra che ha un’anima e un’identità chiara passando in vantaggio immeritatamente in quel modo avrebbe cercato di sfruttare tutte i mezzi a sua disposizione per portare i tre punti a casa. Se non i tre punti almeno uno. Al pareggio di Thuram invece, che arriva al 46’ della ripresa, la squadra si scioglie in pochi minuti consegnando i tre punti ai padroni di casa. E’ vero che probabilmente lo stesso Vanoli, con dei cambi ai limiti della logica, ci ha messo del suo, ma la partita di domenica è stata l’ennesima conferma dell’inconsistenza psicologica di questa squadra.

Nel finale di partita contro l’Inter la Fiorentina ha smesso di giocare

Come lo scorso anno, appunto, c’è la sensazione che i giocatori stessi non siano coscienti di quello che la squadra stia attraversando, e quali possano essere le conseguenza future di questa penuria di risultati. E a dirlo non sono niente meno che i numeri. Negli ultimi 15 minuti contro l’Inter la Fiorentina ha avuto un possesso del 13%, di cui lo 0% nella meta campo avversaria. Un atteggiamento che contro i nerazzurri non puoi permetterti di avere, soprattutto se stazioni nelle zone di classifica in cui sono adesso i viola. Un atteggiamento che a San Siro contro l’Inter non può che portare ad un solo risultato: la vittoria dei nerazzurri. Speriamo che già a partire dalla partita contro l’Atalanta, dove Vanoli si troverà davanti uno del livello di Sarri, la Fiorentina riesca almeno a dare segnali che vadano nella strada opposta.


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