Una scelta forzata di continuità, perché stupirsi solo adesso di prospettive mediocri? Il tandem Grosso-Paratici…
E così il prossimo allenatore della Fiorentina sarà Fabio Grosso. Il tecnico dovrebbe lasciare il Sassuolo nelle prossime ore per unirsi al club viola con un contratto biennale, ci sono già l'intesa e l'accordo verbale. L'identikit del tecnico è chiaro: profilo italiano e piuttosto giovane, in crescendo dalla serie cadetta e con un affaccio discreto in Serie A, pronto ad affrontare un'esperienza sulla panchina -fino a questo momento- più importante della carriera, almeno per dimensione della piazza e status. Ricorda certamente qualcosa in merito agli allenatori di questa gestione.
Grosso è il nuovo allenatore: una scelta di continuità
Insomma, Grosso è un profilo in perfetta continuità con la linea già vista e rivista dell'attuale proprietà della Fiorentina. Non è certamente un nome che ha scatenato la sorpresa dei tifosi, anzi, questo matrimonio era ampiamente prevedibile. Principalmente per un fattore: se in passato (non tanto remoto) il club avrebbe potuto scegliere allenatori più attrattivi e ambiziosi, forte di un palcoscenico europeo e di un appeal superiore rispetto a quello attuale, adesso non è più così.
I tanti “no” a Paratici sono indicativi
Dal sogno Iraola alla suggestione Sarri, certamente il direttore sportivo Fabio Paratici ha lavorato su molteplici piste per trovare un tecnico - col senno di poi, senza mai prendere concretamente in considerazione l'ipotesi permanenza di Vanoli. Ma ha ricevuto tante risposte negative. E non c'è molto di cui stupirsi: la Fiorentina non giocherà l'Europa e va incontro a un'estate complicata e con meno risorse a disposizione, dovendo compensare gli oltre 100 milioni spesi negli ultimi due mercati, molti dei quali già svalutati.
Difficile immaginarsi qualcosa di diverso
Il disegno del prossimo futuro immediato non può che tracciare la strada della mediocrità. Ed è questa la dimensione in cui la Fiorentina è già entrata, ormai da tempo, dopo anni di modus operandi costante e distante dalle priorità del campo con un'eccezione disastrosa. Risulta esercizio inutile e forse addirittura presuntuoso soprelevare più di tanto le aspettative, specie se riflesse in una dirigenza mai applicata sulla materia calcio e comparate ad altri club dove, invece, le priorità sono ben diverse e molto più sensate. Dunque perché stupirsi solo adesso, anzi, soprattutto adesso?
Un augurio? Che logica e coerenza seguano il tandem Grosso-Paratici
Adesso arriveranno mesi di cambiamenti annunciati, che seguiranno l'insediamento di Grosso. Partirà un logico tandem tra il neo-tecnico e Paratici, i cui rapporti sono notoriamente stretti (dai tempi della Juventus, quando l'allenatore era sulla panchina della Primavera bianconera). Preso atto della situazione attuale e dello spessore con cui deve fare i conti, l'obiettivo del club deve essere la costruzione di una Fiorentina coerente con le idee di Grosso e istituita dall'operato di Paratici. L'orizzonte potrebbe non entusiasmare, forse sono le premesse meno frizzanti degli ultimi anni - comunque distanti dall'esaltante. Eppure è doverosa la richiesta di elaborare una squadra con criterio e logica per poi sì, poter giudicare il campo a trecentosessanta gradi. Almeno quello…



