Simonelli: "Stadi? Sono molto preoccupato: rischiamo la revoca di Euro 2032"

Questo pomeriggio il presidente della Lega di Serie A Ezio Simonelli ha partecipato all'evento in programma quest'oggi allo Stadio Meazza “Il Foglio a San Siro”. E tra i temi trattati c'è qualcosa che tocca da vicino anche la Fiorentina.
"Sostegno a Malagò? Se sarà disponibile e dovesse vincere l'elezione sarà un grandissimo presidente. Il pallino è in mano a lui che deve valutare se accettare o meno questa disponibilità che la Serie A gli ha dato. Concordo con il Ministro Abodi ed è per questo che noi stiamo lavorando anche sui programmi che presenteremo lunedì al presidente Malagò che vedrà come integrarli. E' chiaro che i programmi siano importanti ma se non c'è una persona capace di realizzarli, restano sulla carta. Credo che Malagò abbia sempre dimostrato di mettere a terra le idee sue e degli altri".
“Il Tema della riduzione da 20 a 18 squadre è ampio e non dipende solo dalla Serie A”
Un pensiero anche sul possibile passaggio da un campionato a 20 squadre ad uno a 18: "ADL ha sempre grandi idee che sono un po' provocatorie. Il tema è molto divisivo, io ricordo sempre che la Serie A ha 20 squadre da 20 anni: non sono aumentate le partite in Serie A ma quelle che ci stanno intorno. Capisco le esigenze dei grandi club che giocano la Champions di avere degli spazi per poter recuperare, oggi il calendario è talmente intasato che se ci dovessero essere partite rimandate per maltempo non sapremmo dove metterle. Noi potremmo lavorare un po' sui format interni come la Coppa Italia, però poi dovremmo dialogare con Uefa e Fifa perché il numero di partite è veramente eccessivo. Però la riduzione da 20 a 18 club è un tema ampio che non passa solo dalla Serie A ma anche dalle altre leghe e si affronterà con il prossimo Presidente Federale".
“Sono molto preoccupato: rischiamo la revoca degli Europei”
Ha poi parlato della situazione relativa agli stadi italiani in vista di Euro2032, e della preoccupazione che permane visti i paletti dell’Uefa: “Il mio grado di preoccupazione attualmente è elevato perché per 20 anni non si è fatto niente. Noi in Italia abbiamo fatto 5 stadi quando altri paesi ne facevano 254. La Turchia ne ha fatti 25 nello stesso periodo di tempo. C'è arretratezza nel modo di ragionare, abbiamo una serie di vincoli che in altri Stati non ci sono. A San Siro, nonostante lo stadio sia stato venduto a Milan e Inter, c'è ancora discussione sul tutto. Finché non usciremo da questo pantano delle norme avremo delle difficoltà. Dobbiamo lavorare 'pancia a terra' perché gli Europei arrivano 'domani mattina', i sei anni che mancano possono volare”.



