Abbassare il monte ingaggi? Giusto e condivisibile, ma che si incominci dalle spese superflue...
Uno dei temi più chiacchierati del momento in casa Fiorentina è senza dubbio quello relativo all’abbassamento del monte ingaggi attraverso il calciomercato, secondo molti una richiesta arrivata direttamente dalla proprietà. Una scelta, per certi versi, anche condivisibile: senza coppe i ricavi si abbasseranno, è innegabile, e senza le tre competizioni non vi è più la necessità di avere una rosa troppo profonda, anzi. Si potrebbe però discutere delle modalità con cui si intende abbassare il costo degli ingaggi senza doversi per forza privare dei pezzi pregiati (o presunti tali...) della rosa viola
Il destino dei paperoni viola
I nomi più chiacchierati in queste settimane sul fronte uscite sono quelli di David De Gea e Robin Gosens, colonne portanti delle ultime due stagioni. In comune, lo spagnolo ed il tedesco, hanno un’età che inesorabilmente avanza e due tra i contratti più pagati della rosa gigliata: il portierone spagnolo, secondo Transfermarkt, arriva a percepire un ingaggio lordo pari a 5,56 milioni di euro, mentre il tedesco si ferma a 3,7 milioni lordi. Tanti soldi, che indubbiamente devono far riflettere, così come i 5,7 milioni di euro lordi corrisposti a Moise Kean, che lo rendono il più pagato di tutta la Fiorentina. La sensazione è che il dibattito sul futuro di questi tre giocatori ci accompagnerà per tutta l’estate e che, a fronte di offerte congrue, nessuno dei tre sia “paperoni” viola sia veramente incedibile.
Tante spese nascoste...
A gravare sul bilancio della Fiorentina ci sono però anche una moltitudine di giocatori, e di conseguenza di ingaggi, a cui francamente sarebbe molto più facile rinunciare rispetto ai tre succitati: la spesa per il singolo giocatore, rispetto ai tre più pagati, è senza dubbio inferiore, ma sommandoli si va ad ottenere una cifra spaventosa (sì, fa oggettivamente paura leggere certi ingaggi) di cui la Fiorentina potrebbe privarsi senza troppi rimpianti, tra esuberi, giocatori che non hanno convinto e altri che lasceranno sicuramente Firenze. In tal senso, il lavoro di Paratici è già cominciato, con la risoluzione consensuale del contratto di Lamptey che ha portato a liberarsi di un contratto da 2,5 milioni di euro lordi annui, e con la cessione a metà febbraio di Kouamé in Grecia, che ha permesso di risparmiare 3,6 milioni lordi.
... ed un grande lavoro da fare
In tal senso, ci sarà tanto da fare anche a partire dal centrocampo: Richardson guadagna 2,22 milioni di euro lordi, Sabiri (il cui contratto è in scadenza al 30 di giugno) percepisce 1,5 milioni lordi, mentre Antonin Barak arriva a guadagnare 2,75 milioni lordi. Da valutare sarà anche la posizione di Simon Sohm, che guadagna 1,6 milioni di euro netti. Spostandoci in attacco, la situazione non migliora granché: se per Beltran ed i suoi 1,6 milioni netti forse si è arrivati ad una soluzione, col giocatore decisosi a parlare col River Plate, rimangono da sistemare le questioni Nzola (3 milioni lordi di ingaggio) e Sottil (col suo milione netto). Sarà poi da valutare anche la posizione di Roberto Piccoli, che grava pesantemente a bilancio coi suoi 3 milioni lordi di ingaggio.
Una sacrosanta verità
Questi numeri sono una testimonianza oggettiva dei numerosi errori fatti in sede di calciomercato in questi anni dalla Fiorentina: la sensazione è che, per giungere ad un risparmio sul fonte ingaggi, talvolta il club viola sarà costretto ad accettare minusvalenze sul valore del cartellino del giocatore, se non addirittura a contribuire pagando parte dell’ingaggio in caso di nuovi prestiti o cessioni a titolo definitivo. Ciò che è certo è che il lavoro di Fabio Paratici in tal senso sarà difficilissimo, unito alla necessità di far coesistere il contenimento dei costi con la competitività della rosa.



