Quando la coerenza e il dolore per il trattamento ricevuto sono più forti di tutto il resto VIDEO
L'argomento questa volta, e non potrebbe essere altrimenti, è Giancarlo Antognoni. La polemica di questi giorni sul 'No' della bandiera viola alla partecipazione per al centenario della Fiorentina, anche se nelle ultime ore è venuta fuori qualche possibilità di cambiamento.
E' partita la corsa da parte di tutti (amici e non) a dire la propria, a provare a convincere Giancarlo ad esserci in quella giornata storica, a mettere da parte conflitti e polemiche nel nome della Fiorentina. Chi scrive ha preso invece una posizione diversa: chi meglio di lui è in grado di decidere? Se il suo rifiuto (e conoscendolo crediamo che andrà così), non cambierà, la Fiorentina festeggerà ma lo farà senza l'Unico 10. E come ha detto Cesare Prandelli sarà come andare alla messa senza il prete.
Coerenza e dolore
Tutto vero, ma nel caso vorrà dire che la coerenza ed evidentemente il dolore che ancora prova la bandiera viola per il trattamento ricevuto, sono più forti del resto. Questione di carattere, di sensibilità, di emozioni. Antognoni è abbastanza grande e maturo per poter decidere in proprio, senza correre il rischio di passare come una persona che non ama la Fiorentina. E' un grande vantaggio questo, perché la storia parla per lui senza possibilità di replica.
Strascichi
Certo, il modo in cui è stato degradato, trattato dalla proprietà Commisso e dai dirigenti ancora in sella, è stato talmente triste che non può non avere strascichi. Ferrari, per fare un nome, protagonista di anni terribili dal punto di vista dirigenziale e comunicativo, è stato protagonista di quella Fiorentina che ha messo Giancarlo alla porta e sa benissimo come sono andate le cose. Invitarlo alla festa del centenario via e-mail, trattato come uno qualsiasi, senza nemmeno una telefonata, senza un momento dedicato, magari anche un invito al Viola Park per parlare a quattr'occhi di quello che è stato, è roba da terza categoria. E lo diciamo con tutto il rispetto di chi frequenta questa categoria bella e appassionante.
In questi giorni tanti ex viola hanno detto la loro, e una cosa su tutte è emersa, ovvero che la società viola ha un primato: aver fatto arrabbiare, o meglio aver deluso quasi tutti gli ex viola. Per modi di fare, per comportamenti, per trattamento. D'altronde nei giorni scorsi il nuovo direttore sportivo ha detto in modo chiaro come mai che la Fiorentina, in questi sette anni è rimasta ferma al palo, i riferimenti alla gestione societaria e alle figure dirigenziali, sono stati più che chiari. L'unico problema è che aveva accanto a sé uno dei protagonisti di questo (sportivamente parlando) disastro.
Le scuse
Ad averne di Antognoni, di Prandelli, di persone del genere in Fiorentina. Altro che centenario. Se proprio ci tenete, in modo sincero ad Antognoni, chiedetegli scusa, ammettete finalmente le vostre carenze relazionali e sportive, invitatelo a parlare attorno ad un tavolo, poi sarà quel che sarà. Ma non potete trattarlo come uno qualsiasi. Al contrario sarebbe soltanto una messa in scena ridicola, Giancarlo è coerente, ma voi? La speranza è che alla fine si trovi il modo di farlo partecipare, ma se così non fosse non ci metteremmo di certo a giudicarlo.



