Bucchioni: "Paratici sta percorrendo l'unica strada per ricostruire la Fiorentina. Koleosho? Giovane e con fame, Antognoni al Centenario..."

Il giornalista e direttore di Italia7 Enzo Bucchioni ha parlato a Radio Bruno, analizzando le parole di Paratici in conferenza stampa ma proiettandosi anche sul mercato della Fiorentina.
‘La speranza è che le scelte di Paratici siano giuste, ma…’
“In questi 7 anni lo avevamo auspicato migliaia di volte: da quando è arrivato Commisso speravamo che si affidasse ai migliori per rimettere in piedi la Fiorentina, invece ha gestito la società in maniera ‘familiare’. La società viola non è mai stata strutturata, ed è il motore, come ha spiegato Paratici… tutto il resto viene dopo, il campo viene dopo. La speranza è che le figure scelte da Paratici nei vari ambiti siano quelle giuste, ma non c’è altra strada rispetto a quella che sta percorrendo. La stagione passata non è stata casuale, ma frutto di situazioni mai risolte negli anni precedenti, ed hanno presentato il conto. Se su 100 cose ne fai male 90…”.
‘Koleosho e Pellegrino mi piacciono’
“Ci vorrà del tempo, nessuno ha la bacchetta magica. Si è scelto un allenatore giovane e con idee come Grosso, bisogna fargli la squadra con elementi dalle giuste caratteristiche. Si è evinto che nessuno è incedibile, può accadere di tutto. Pellegrino mi piace, sono due anni che gioca a Parma, una punta di struttura e fisicità, lavora per la squadra, forte di testa. In un contesto di squadra, ci si può lavorare. Scambiarlo con Piccoli potrebbe essere più di un’idea. Koleosho? È giovane, ha fame, può crescere, è molto interessante. Ne ho parlato con Baldini mesi fa, ha un prezzo relativamente basso. Solomon non mi ha entusiasmato, non so se lo riscatteranno”.
Infine, sul caso Antognoni-Centenario della Fiorentina: “Antognoni sta riflettendo sulla presenza al Centenario, dopo tutte le manifestazioni di affetto ricevute. Non so come andrà a finire, la decisione è troppo personale. L’ostracismo della Fiorentina ha provocato a lui grande sofferenza, la reazione è personale, l’implicazione è troppo soggettiva. Farà ciò che sentirà dentro”.



