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Viola Confusion

Tre settimane di sosta per gli impegni delle Nazionali. Tre settimane sono lunghe, lunghissime. Il tifoso della Fiorentina medio ha provato a riempire il tempo cercando consolazione nel gufare Kean in azzurro e, anche se ha funzionato, non è bastato. Ha tifato Mastantuono nel cosiddetto “ultimo tango” di Messi contro l’avversario meno probabile per l’occasione, il Benin. Ma non è bastato neanche questo.

L’etere fiorentino dell’informazione a tinte viola ha speso ore, giornate intere, a parlare e scrivere di argomenti clamorosi: prima il presunto dualismo Oulaï-Fagioli, poi l’isteria al contrario scoppiata a Firenze intorno a Ndour dopo il gol da 70 metri segnato con la Nazionale Under 21 e, infine, la possibilità che Mastantuono recuperasse o meno dopo il volo intercontinentale. Notizie e dove non trovarle.

Dopo venti giorni vissuti così, quindi, Genoa-Fiorentina aveva assunto per il tifoso medio viola un livello di aspettativa pari soltanto a quello dei genitori alla vigilia del primo giorno di scuola, quando finalmente riconsegnano agli insegnanti i propri figli dopo tre mesi di vacanze estive.

Un’euforia riscontrabile nella vox populi da circolino: “A Genova si vince”, “Si fa esonerare De Rossi”, “Tre punti e poi si vince anche co’ i’ Como”.

E infatti, come nella migliore delle tradizioni viola, siamo tornati. In pieno stile tafazziano. A bad weekend, come cantavano gli Art Brut.

Primo tempo

Il calcio d’inizio tra Genoa e Fiorentina viene battuto agli ordini del signor Maresca. I Vanoli Boys scattano subito in sette in aggressione dalla linea di centrocampo, in stile PSG di Luis Enrique. Un’attitudine aggressiva che fa ben sperare e infatti, al 7’, il Genoa va in vantaggio con Osmajić, già finito nella lista per l’asta di riparazione del Fanta a gennaio. Bene, ma non benissimo. Al 15’ Messias raddoppia e gli indizi che la partita sia già finita dopo un quarto d’ora sono più lampanti di una deduzione del Tenente Colombo. Segue il miracolo di De Gea sulla punizione dell’indemoniato vecchio Faraone El Shaarawy: quasi un dispetto avergliela negata, perché avrebbe completato un vero trionfo rossoblù dopo poco più di venti minuti. In tutto ciò, nessuno dei viola è pervenuto, tranne i lisci di Ranieri, che rivedremo almeno fino al 2029. E uno squillo di Franchino Mastantuono nel finale di tempo, che impegna Bijlow con la specialità della casa: il tiraggiro di sinistro. Agli atti del primo tempo non risulta altro.

Secondo tempo

Le squadre rientrano in campo in un Ferraris in formato bolgia inglese, iconico quanto strepitoso da vivere se sei dalla parte giusta. Che, anche questa volta, non sembra essere quella viola.

Mister Vanoli si ripresenta con Njie e Viery in campo al posto di Oulaï e Ranieri. In seguito entreranno anche Pellegrino, Pedro Gonçalves e il redivivo Dodô, a ridisegnare una formazione iniziale evidentemente poco azzeccata. La Fiorentina prende perlomeno in mano il gioco e macina una serie infinita di passaggi, schiacciando i ragazzi di De Rossi nella propria metà campo per gran parte del secondo tempo. Una mole faticosa di lavoro che, al 73’, produce finalmente il 2-1 sotto forma di autogol di Vásquez, propiziato da un cross di Jiménez. Il secondo consecutivo propiziato dallo spagnolo: forse un record per gli statistici. A questo si aggiunge un altro primato mondiale, stavolta sicuro: la quarta rovesciata tentata in altrettante partite da Beto, che cicca il pallone. Gli almanacchi godono.

C’è ancora spazio per sperare nel pareggio. Ci prova finalmente Ndour da fuori area, trovando una carambola palo-schiena di Bijlow che grida ancora vendetta. Poi ancora tanta pressione in area genoana e poco altro: una conclusione del Maestro Fagioli finita in rete a gioco fermo, dopo una punizione battuta troppo in fretta, e un’iniziativa in zona Cesarini di Dodô, che mette il pallone in area dalla destra ma non trova nessuno. Neanche la bicicletta di Beto, in panchina ormai da mezz’ora.

Epilogo

Finisce così Genoa-Fiorentina, con l’ennesima delusione per il tifoso medio viola che, per provare a consolarsi, dovrà aspettare soltanto fino a domenica prossima alle 18. Arriva il Como di Fàbregas: sarà un altro Bad Weekend? Ai Vanoli Boys l’ardua sentenza.

Playlist della settimana

  • Bad Weekend – Art Brut

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