Fabregas Ricky Martin

Un, dos, tres, Marìa: la Fiorentina contro il Como prende tre gol e nella testa e negli orecchi del tifoso viola medio irrompe prepotentemente il celebre ritornello cantato da Ricky Martin con tanto di bacino roteante e beffardo a sottolineare la quinta sconfitta viola nelle prime sette partite di questo scintillante campionato. Almeno ci siamo risparmiati il griddy di Kean, infortunato per l’occasione.

La Fiorentina di Vanoli contro i lariani da Champions di Fabregas balla e accetta il confronto, ma non è sbarazzina né fascinosa come la Marìa del video del cantante portoricano.  Diciassette gol subiti in meno di settecento minuti sono un’evidenza preoccupante. L’ennesima settimana di passione viola sull’etere dell’informazione fiorentino-centrica è iniziata cercando il colpevole da designare: Paratici, Vanoli, la squadra, la società. Chiunque sia, speriamo che abbia il rimedio e i giusti correttivi per i prossimi turni prima della sosta novembrina della Nazionale. Altrimenti, a forza di perdere al ritmo di “pasitos pa’lantes”, arriveranno presto anche le famigerate e, purtroppo, familiari tabelle salvezza.

Primo Tempo

Il Como si presenta al Franchi a digiuno di vittorie da un mese, senza Kean e Diao infortunati ma con Nico Paz e Douvikas, ormai delle certezze a cinque stelle. La Fiorentina risponde con la modalità turbo schierando dalla cintola in su Njie, Mastantuono e Pedro Gonçalves a supporto del centravanti Pellegrino. La Fiorentina infatti accelera e ci prova subito: prima Kempf salva su Njie, poi il Maestro Fagioli entra in area con una serpentina tra maglie biancoblù e calcia a botta sicura. Il pallone, forse sfiorato da Butez, esce di pochissimo. Il tifoso viola medio prende nervosamente nota. Al quarto d’ora s’infortuna Chalobah per un problema muscolare e il Como reagisce con una doppia occasione: Douvikas colpisce di testa trovando il muro di De Gea, sulla cui respinta si avventa Liberali che, di destro, calcia a lato da posizione invitante.

L’inerzia della partita diventa progressivamente lariana. Il ritmo non è esattamente quello di un rave, ma il Como alza il baricentro e comincia a presentarsi dalle parti di De Gea con una certa insistenza. Al 32’ il vantaggio del Como è ormai nell’aria e puntualmente arriva con la firma di Liberali, al primo gol in Serie A: sinistro a giro chirurgico da fuori area e pallone dove De Gea non può arrivare. La Fiorentina protesta furiosamente per un presunto fallo di Milla su Gonçalves all’inizio dell’azione. Un intervento che fino alla scorsa stagione avrebbe probabilmente prodotto richiamo al monitor, riunione condominiale e almeno tre comunicati dell’AIA. E invece niente. Il Var si trasforma in Bar e finisce tutto lì. Il contraccolpo sui Vanoli Boys è evidente tanto che appena due minuti più tardi Nico Paz raddoppia di testa. Zero a due, il Franchi va in apnea e la questione sembra finita qui. Invece, sorprendentemente, no. A tre minuti dall’intervallo Pongračić accorcia le distanze in mischia, riportando improvvisamente il tifoso medio viola dentro la partita. Il croato decide allora di trasformarsi nel vero eroe per caso della giornata e, sulla punizione perfetta di Mastantuono, trova allo scadere anche il pareggio. Esplode lo stadio, esultano tutti, l’arbitro Di Bello sembra convalidare. Ma non è così. Infatti, il Bar di cui sopra ritorna improvvisamente VAR e inizia una revisione lunga quanto una maratona elettorale di Mentana. Il sistema di rilevamento del fuorigioco semiautomatico pare non funzionare, vengono tracciate linee, consultati i satelliti di Starlink e probabilmente interpellato anche il catasto di Firenze. Alla fine arriva il verdetto: fuorigioco, gol annullato e tutti negli spogliatoi.

Secondo Tempo

È la Fiorentina a rientrare in campo con maggiore convinzione, confezionando due occasioni nei primi sei minuti. Prima Njie prova a scavalcare Butez con un pallonetto che termina appena fuori, poi Ndour riceve in posizione ideale ma il suo tiro è tristemente ciabattato. All’11’ il Como risponde alla sfuriata viola con una ripartenza letale. Nico Paz trova l’imbucata per Douvikas, che manda Drăgușin a fare un giro alle Cascine e buca De Gea per la terza volta, questa volta sotto le gambe. Per il greco è la quinta rete stagionale tra campionato e Champions League. Per la difesa viola, invece, l’ennesima dimostrazione pratica del concetto di campo aperto. A metà ripresa Vanoli prova a rimescolare le carte inserendo Gnonto, Valdepeñas, Brescianini e il redivivo Dodô. La Fiorentina continua ad attaccare e, alla mezz’ora, costruisce l’occasione che potrebbe riaprire la partita. Njie si ritrova tutto solo, a pochi passi da una porta ormai sguarnita. Deve soltanto spingere il pallone dentro di testa. Il genere di occasione che Beto proverebbe a segnare in rovesciata. L’attaccante svedese, invece, centra il palo. Il rumore del legno è quello secco delle speranze viola che si spengono definitivamente. Il Como resta avanti, la Fiorentina rimane aggrappata soltanto ai rimpianti e Ricky Martin può finalmente smettere di ballare, un, dos, tres: non è arrivata Maria ma la quinta sconfitta stagionale. Ne riparliamo al Meazza contro l’Inter.

Playlist della settimana

  • Marìa – Ricky Martin

💬 Commenti