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Eusebio Di Francesco

Questo pomeriggio l'allenatore del Lecce Eusebio Di Francesco ha partecipato alla conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l'Atalanta di Palladino. Il tecnico dei salentini ha sottolineato come la sua squadra, proprio come la Fiorentina di Paolo Vanoli, sia arrivata al rientro dopo la sosta in condizioni non proprio ottimali: ed ha parlato anche di un ex viola.

"Abbiamo situazioni da valutare, tra i vari Gallo e Veiga. Ma non deve essere un alibi, la squadra ha metabolizzato un certo tipo di lavoro e deve continuare su questa squadra. Nonostante le due sconfitte con Napoli e Roma ci sono state ottime prestazioni, siamo stati sfortunati in zona gol. Mi auguro di cambiare il trend attraverso le prestazioni. Non esistono le finali, la finale è una. Per me ogni allenamento è una finale, ogni partita è una finale. Dobbiamo andare in campo e fare del nostro meglio, per rispetto del nostro lavoro, della tifoseria e della maglia che indossiamo”.  

“L'Atalanta ha avuto alti e bassi ma è una squadra da Champions League”

Ha poi parlato dell'Atalanta di Palladino: "Bisogna competere con una squadra che ha fisicità e porta la partita sui duelli. Più duelli riusciremo a vincere più possibilità ci saranno di ottenere un risultato positivo. L'Atalanta ha avuto alti e bassi ma ha fatto strada in Champions, ha investito tanto, comprando anche il nostro attaccante. Giocano con un 3-4-2-1, con accorgimenti diversi rispetto al passato. L'idea di calcio che propongono è simile a quella che proponevano in passato, è sempre una squadra molto forte, che ha grandissime potenzialità".

“Questo Lecce ha qualcosa in piu rispetto alle mie ex squadre”

Ha parlato poi della partita e di cosa di aspetta: “Cosa cerca in questa partita? Credo che questo Lecce ha una dna differente rispetto alle squadre che ho avuto in passato. Dobbiamo mantenere la voglia di combattere su ogni pallone, concretizzando in fase offensiva. La alleniamo tutti i giorni, ma ciò che conta è la partita. Ci dobbiamo attaccare al risultato, partendo dalle prestazioni. Con Napoli e Roma siamo andati vicinissimi al risultato, pagando care le disattenzioni. Ci sono sempre meno partite e abbiamo sempre più bisogno di punti”. 

“La debacle del Calcio Italiano? Serve maggior coraggio”

Un pensiero sul calcio italiano: “E' un discorso molto ampio, ho sentito parlare tanti, sentendo cose anche che non condivido. Ora però ho altri pensieri rispetto alla nazionale. Sul calcio italiano, dobbiamo spingere sull'avere maggiore coraggio. Ai miei calciatori dico di non buttare la palla. Dobbiamo essere bravi a impattare in certe partite, credo che in Europa le squadre non manchino in fisicità, anche i giocatori abili nell'uno contro uno hanno forza nelle gambe. Condivido il concetto di mettere giocatori che desiderano l'uno contro uno, ma il coraggio deve partire dal sistema, altrimenti alle prime difficoltà tarpiamo le ali ai giocatori che provano l'uno contro uno. Come facciamo a osare se siamo i primi che denunciano chi cerca il duello uno contro uno? Sento dire tante cose, molte non le condivido, il calcio italiano ha dimostrato di avere qualità. Ci vuole anche un po' di fame in più da parte dei giovani che vogliono arrivare”.

“L'assenza di Sottil è un problema: ci da meno soluzioni”

Ha poi concluso parlando dei tanti infortunati: "Oggi Gallo è quello più a rischio. Coulibaly sta recuperando e può rientrare fra i convocati. Veiga ha svolto tutto l'allenamento con la squadra. Sottil sarà assente. Se ci saranno stravolgimenti? No, non credo, la squadra deve dare continuità a quello che sta facendo. Poi bisogna leggere le situazioni. L'assenza di Sottil ci porta meno soluzioni, dovremo adattare qualche centrocampista più offensivo se ci sarà necessità"


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