Amatucci: "Sogno di giocare il Mondiale con l'Italia, e sul campionato spagnolo..."
La Fiorentina potrebbe ritrovarsi a fare i conti con un rimpianto di mercato. Lorenzo Amatucci, centrocampista classe 2004 cresciuto nel settore giovanile viola, sta vivendo un ottimo momento con il Deportivo A Coruña, dove si è imposto fin dall’inizio della stagione. Ceduto in estate al club spagnolo per una cifra intorno ai 2,5 milioni di euro, il giovane italiano sta dimostrando di poter competere ad alti livelli, attirando l’attenzione anche per la continuità delle sue prestazioni.
Amatucci, protagonista al Deportivo: titolare e in crescita
Nell’intervista concessa a La Voz de Galicia, Amatucci ha raccontato le proprie sensazioni sulla nuova esperienza e sulle ambizioni del Deportivo, soffermandosi anche sul livello della squadra e sulle difficoltà del campionato spagnolo. “Non mi preoccupa, perché stiamo giocando bene. Questa è la Primera División e non è facile, non è normale vincere sempre. Noi vogliamo vincere ogni partita e adesso pensiamo all’Atlético”.
Il centrocampista ha mostrato anche personalità parlando della prossima sfida contro la squadra di Madrid, in programma al Metropolitano. “È più difficile, ma non è impossibile. È il tipo di partita che un calciatore vuole sempre giocare. Sarà difficile, ma si può fare”.
Il rimpianto per la Fiorentina e il sogno della Nazionale
Nell’intervista, il classe 2004 ha spiegato anche come sia cambiato il suo modo di giocare dopo il passaggio dalla seconda alla prima divisione spagnola, evidenziando l’importanza della continuità e della fiducia. “Prima del debutto avevo qualche dubbio sul fatto di poter giocare in Primera. Credo che dobbiamo ancora fare bene in molte altre partite per poter dire di essere giocatori da Primera”.
Amatucci non nasconde inoltre il sogno di vestire la maglia della Nazionale maggiore, un obiettivo che considera sempre più vicino grazie al percorso intrapreso in Spagna. “Giocare con la Nazionale è la sfida più grande che ho. Partecipare a un Mondiale, rappresentando il mio Paese e la mia famiglia, sarebbe il livello più alto a cui potrei arrivare. È sempre un piccolo obiettivo. Non sono mai stato così vicino come adesso, giocando in Primera. Se faccio bene le cose, la chiamata può arrivare, per questo mi concentro nel dare il 100% ogni giorno”.



