Cardone: “Mandragora su Noslin? Classico ‘rigorino’ di solito concesso, vedi Tavares-Dodô anno scorso. Sarri-Fiorentina nulla di concreto ma…”
Il giornalista de La Repubblica Giulio Cardone ha parlato di Fiorentina-Lazio nel corso della trasmissione “Quelli che…”, in onda su RadioseiLazio.
“Nei giorni scorsi avevo detto che la squadra aveva già la testa a Bergamo e quanto visto ieri sera lo conferma: dal 27’, dopo il gol di Gosens, i biancocelesti si sono progressivamente spenti. La Lazio era partita bene, ma poi sono emerse le sue fragilità: non si può subire un gol in quel modo. La partita di ieri rappresenta, in fondo, una sintesi della stagione: attacco spuntato e innocuo, a cui si aggiunge il solito torto arbitrale. Sono gare che incidono poco sulla classifica, ma non perdere avrebbe comunque dato morale”.
‘Discutibile l’atteggiamento di Fabbri’
“Il contatto tra Mandragora e Noslin? È il classico step on foot, uno di quei “rigorini” che solitamente vengono concessi. La Lazio, tra l’altro, nella scorsa stagione ha perso una partita per un episodio simile, proprio contro la Fiorentina, nel famoso episodio Tavares-Dodô. Anche l’atteggiamento di Fabbri, prima e dopo l’intervento del VAR, è stato discutibile: la Lazio è l’unica squadra che, nel corso dell’anno, si è vista ripetere più volte una situazione simile, con l’arbitro richiamato al monitor ma rimasto sulla propria decisione".
“A gennaio la squadra è stata indebolita per sistemare i conti. La lacuna più evidente resta quella del centravanti. Trovandosi nella necessità di cedere, la società ha sacrificato giocatori come Guendouzi e Castellanos, lasciando scoperti due ruoli chiave: la mezzala destra e la punta. Con quei due giocatori, la sfida di Bergamo sarebbe stata molto più aperta. Si ripartirà dal 2-2 dell’andata e resta comunque una gara che i biancocelesti si possono giocare, su cui si concentra un’attenzione particolare da parte della società e dei giocatori”.
‘Nulla di concreto tra Sarri e Fiorentina, ma…’
“Sarri-Fiorentina? È una storia molto particolare. I tifosi viola lo vorrebbero, mentre la società sembra orientata verso altre soluzioni. È anche vero, però, che dopo una stagione così tribolata la pressione della piazza potrebbe farsi sentire, dando maggiore forza alla candidatura del tecnico toscano rispetto a quanto accade oggi. Al momento, comunque, non c’è nulla di concreto: il club non sembra intenzionato a puntare su Sarri, ma il peso della tifoseria potrebbe cambiare le cose”.



