Bucciantini: "Paratici sa che c'è tanto lavoro da fare. Solitamente ogni proprietà della Fiorentina..."
Questo pomeriggio il giornalista di SkySport Marco Bucciantini, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di dire la sua su alcuni dei temi caldi di casa Fiorentina: dalle parole di oggi di Paratici al mercato.
“Mi aspettavo queste parole da Paratici, anche perché sono le uniche che si può permettere di dire in questo momento: seguono comunque quelle del presidente Commisso, e arrivano dopo l’incontro negli Stati Uniti. Il valore complessivo dell’avventura della proprietà americana è chiaro, è già stato sottolineato che che questa squadra negli ultimi anni non è mai arrivata nelle prime cinque. Solitamente qualsiasi nuova proprietà a Firenze nel giro di qualche stagione era riuscita a piazzare la squadra al ridosso delle primissime, se era riuscito anche Cecchi-Gori dopo il ritorno in Serie A: al quinto anno di presidenza mi sembra addirittura che i viola arrivarono terzi. Considerato questo sono dell’idea che Paratici non poteva che esprimersi nel modo in cui ha fatto oggi: ha cercato di convocare la fiducia di tutti, di continuare a chiedere un atto di fede in lui e nella società".
“Nel calcio siamo sempre in ritardo, ma anche in tempo, per fare le cose”
Ha anche aggiunto: “E detto tutto questo è normale che il direttore sportivo avrà bisogno di un po’ di tempo. Continua a ripetere lo stesso concetto da un po’ di tempo: nel calcio serve capire il punto di vista della società. Oggi le cose funzionano dappertutto, che siano sportive o editoriali, solo esprimono un punto di vista su quello che sono i tuoi obiettivi, su quello che vuoi diventare. Il tempo c’è, nel calcio siamo sempre perennemente in ritardo ma anche in tempo per fare le cose, un po’ come nella vita. Ma per averne diritto bisogna capire verso dove si va, e questo sarà molto importante ler la Fiorentina”.
“Ecco cosa penso sul futuro di Moise Kean”
Ha detto la sua anche su Moise Kean: “Come avevo facilmente previsto qualche settimana fa, se uno vuole ricostruire e rivoluzionare una squadra deve liberare posti e risorse. Questo a livello ideale, nella pratica la situazione è diversa. In questo caso una squadra che ha dei giocatori forti deve ripartire da questi. E parlando di giocatori forti non mi riferisco soltanto a Kean, ma ad esempio Dodo. Mi auguro che il prossimo anno quelli forti restano a Firenze, qualcuno per riscattarsi e qualcuno per confermare quello che sta facendo nelle ultime stagioni. Una squadra la migliori coi giocatori forti".
“Se inizi vendendo i giocatori piu forti dove vogliamo andare?”
Ha poi concluso: "Se vendi uno forte per avere posto in milioni da reinvestire in un momento in cui il calcio italiano è poco attraente di cosa stiamo parlando? Ma la Fiorentina negli ultimi anni chi ha comprato? Lo scorso gennaio chi è che è venuto a salvare la Fiorentina? Guardiamo i nomi e ragioniamoci sopra, prima di vendere Kean penso a trattenerlo, anche se molto dipenderà dai rapporti tra le parti e dalla volontà del giocatore”.



